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domenica 1 marzo 2009

Finalmente i cannoni!

Però non sono quelli tanto attesi della Zvezda, che, anzi, pare abbia rinviato l'uscita delle artiglierie russe alla prossima estate (! sigh!) e nemmeno quelli della Strelets, che, oltre che essere praticamente introvabili, hanno per ciascuna scatola due cannoni e una mare di inutili serventi.
Sono riuscito a rimediare una scatola di Fanterie ed artiglierie cosacche della Orion (si veda quanto ho già scritto sui cosacchia a cavallo della stessa marca). La scatola contiene due modelli di cannoni con 8 serventi e una ventina di fanti cosacchi (oltre a due preti e 4-dico-4 ballerini ucraini!). I pezzi sono molto belli, al paro con le corrispondenti cavallerie.

I cannoni sono leggeri, ma li ho imbasettati ciacuno con 4 serventi, perchè un modello con due serventi è veramente una pena...
Data la penuria di artiglieria in commercio questa scatola è utilissima perchè i cosacchi combatterono con entrambe le parti e quindi possono essere schierati a piacimento. Sono in corso di pittura le fanterie, che costituiranno un battaglione di fanteria irregolare, anche questo a disposizione del miglior offerente!

Sotto, le foto dei pezzi in batteria nelle postazioni che ho realizzato e descritto qualche post fa...

lunedì 2 febbraio 2009

Ancora cavallerie russe

Bene, innanzitutto scusate il ritardo...
Dunque, avevamo visto i dragoni russi della Strelets che erano senz'altro bruttini...
Tuttavia, visto che sono gli unici ad includere nella scatola anche alcuni Granatieri a cavallo, anche appiedati, facciamo di necessità virtù e diamogli una dipinta. Poichè ciascuna scatola comprende solo 4 figure a cavallo e 3 a piedi, per fare un reggimento ci vogliono 3 scatole, mentre per realizzare 2 basette appiedate (da 5 figure ciascuna) ... mmmh... bè una basetta avrà anche un granatiere della Zvezda, credo...
Comunque, sorpresa! i Granatieri a cavallo sono senz'altro meglio dei dragoni: sarà perchè hanno delle pose più "tranquille", ma certamente mi hanno dato più soddisfazioni. Per ora ne ho fatto solo uno squadrone, completo della versione appiedata, ma ne ho in cantiere un secondo per finire il reggimento.


Ma visto che, a questo punto avevo ancora dei dragoni, prima di passare a quelli Zvezda, gli ho voluto dare una seconda chance, dipingendoli, stavolta nella tenuta chiara, alternativa a quella verde e rossa.
Ecco il primo squadrone del reggimento Moskovsky...
Chissà perchè, in chiaro sembrano meno brutti... ma non abbastanza...

domenica 26 ottobre 2008

Bianco, rosso e...

Bene, ormai avete capito come funziona. Quindi non metterò tutte le foto dei vari passaggi ma inserirò solo il risultato finale e l'elenco dei passaggi delle diverse sfumeture.
Quindi, cominciamo con i cavalli

Bianchi

Colore base: Grigio chiaro (990)
1° sfumatura: Grigio chiaro (75%) + Bianco (25%)
2° sfumatura:Grigio chiaro (25%) + Bianco (75%)
Alte luci: bianco puro


Grigi (tipici dei trombettieri)

Colore base: Grigio neutro(992)
1° sfumatura: Grigio chiaro (25%) + Grigio neutro (75%)
2° sfumatura:Grigio chiaro (75%) + Grigio neutro (25%)
Alte luci: Grigio chiaro

Il grigio può essere anche più scuro:
Colore base: Grigio scuro (994)
1° sfumatura: Grigio scuro(75%) + Grigio neutro (25%)
2° sfumatura:Grigio scuro (25%) + Grigio neutro (75%)
Alte luci: Grigio neutro


Sauri (marrone rossiccio):

Colore base: Cuoio scuro + Nero
1° sfumatura: Cuoio scuro (75%) + Marrone rossiccio (25%)
2° sfumatura: Cuoio scuro (25%) + Marrone rossiccio (75%)
Alte luci: marrone rossiccio (50%) + marrone arancio (981) (50%)


Neri

Colore base: Nero
1° sfumatura: Nero (75%) + Rosso scurissimo (985) (25%)
2° sfumatura: Nero (50 %) + Rosso scurissimo (50%)
Alte luci: Rosso scurissimo

lunedì 6 ottobre 2008

Sauro, Isabella & C.

Eccoci ai cavalli di un colore che, generalmente, possiamo definire marrone chiaro, includendo i mantelli che gli allevatori definiscono come Sauro, Isabella, Palomino, etc.

Ai nostri fini possiamo tenerci più sul generico: questo mantello consente una grande variabilità sia nel colore della criniera che negli accoppiamenti con le balzane, nere o bianche. Di fatto uno squadrone di cavalli con questo colore avrà un aspetto uniforme ma non troppo...

1° mano: Beige brown (875)












2° mano: Beige brown (60%)+ Orange brown (981) (30%) + Flat flesh (955) (10%)








3° mano: Beige brown (30%) + Orange brown (50%) + Flat flesh (20%)












4° mano: flat flesh






La criniera può essere Nera, marrone scuro (Chocolate brown (872), drybrushed con Beige brown) o Dorata (Beige brown, drybrushed con Desert Yellow(977))

Le balzane possono essere bianche o nere, tutte uguali o spaiate.
Di seguito l'aspetto finale di alcuni cavalli con manto marrone chiaro ma con criniere e balzane diverse.



domenica 28 settembre 2008

Il Baio scuro

Cominciamo ad illustrare come dipingere i cavalli di colore marrone scuro. Alcune informazioni sono comuni a quelle per dipingere anche dettagli di cavalli di altri colori, come le balzane e la criniera.

Per i codici colore indicherò quelli della Vallejo.

Il primo colore dev'essere piuttosto scuro, a coprire interamente il cavallo: Chocolate brown (872) +Nero al 50%.


La seconda mano, porterà in luce le zone più elevate: Chocolate brown (75%)+ beige Brown (875) al 25%.



La terza mano, sovrapposta alle chiazze più ampie della seconda: Chocolate brown (25%)+ beige Brown (875) al 75%.


La quarta mano, definitiva, illumina i punti più in luce del cavallo con il Beige Brown puro.



Le balzane possono essere biance o nere, alte o basse, a tutte e quattro le zampe o solo ad alcune: per quelle bianche, così come per le macchie sulla fronte, applicare prima un grigio chiaro (990) e poi bianco puro (951). Per quelle nere, applicare prima il nero, poi un grigio scuro.

Le criniere possono essere nere o marrone scuro: per le prime agire come per le balzane. Per le seconde, mano di fondo: Chocolate brown (25%)+ beige Brown (875) al 75%. Schiarire con drybrushing con beige brown.
Il muso può essere bianco, nero o roseo. Per il bianco o nero, vedi sopra. Per il roseo, una mano di fondo con Old rose (944) + Orange brown (981) al 50%. Seconda mano con Old rose + Flat flesh (955) al 50%.

Per finire, narici in nero e occhi con fondo bianco e pupilla nero semilucido.

Le briglie : Leather, "illuminato" con red leather. Finiture in Bronzo.

Se decidete di fare ogni squadrone con cavalli dello stesso colore, vi suggerisco di fare comunque le criniere e le macchie di colori diversi. Ciò manterrà l'uniformità dello squadrone ma ovvierà alla ripetitività della colorazione e renderà il gruppo più piacevole alla vista.

domenica 21 settembre 2008

A cavallo!


Rieccoci, come promesso per parlare di cavalli. Se non avete mai dipinto un cavallo vi anticipo che la cosa non è per niente facile. Spesso dei bei modelli sono rovinati da cavalli dipinti male o con colori fantastici (nel senso "di fantasia"!).

Innanzitutto, documentatevi su che tipo di cavalli usava il reparto che state per dipingere. Ina lcuni periodi, i singoli squadroni avevano cavalli tuti con lo stesso mantello, riservando ad ufficiali e musicanti cavalli con altri colori (ad esempio, i trombettieri spesso avevano cavalli bianchi o grigi).
Alcuni reggimenti avevano invece cavalli tutto dello stesso colore: sono famosi i granatieri a cavallo della guardia di napoleone che avevano tutti cavalli neri o il Rgt dragoni scozzesi noto come "Scots grey" perchè avevano tutti i cavalli grigi.

Inoltre cercate di evitare cavalli con pezzature particolari se non siete proprio sicuri che gli allevatori li avessero già "creati"nel periodo che state ricreando (ho visto cavalieri romani con cavalli Appaloosa...).

Quando avete inquadrato la cosa, trovate una buona documentazione fotografica cui attingere per avere colori realistici: ci sono in giro sulle bancarelle buoni libretti a poco prezzo su cavalli e pony. Altrimenti visitate questo sito: http://www.agraria.org/equini.htm
E' estremamente interessante e completo.

Prestate particolare attenzione anche alla colorazione della fronte e delle zampe: le fasce bianche alle zampe (si chiamano "balzane") e le macchie in fronte ("stelle" o "liste", a seconda della grandezza) danno ai soggetti un aspetto particolarmente attraente e riscattano anche colorazioni non proprio eccellenti.

Un consiglio: se non lo avete, rimediate assolutamente il n. 7 della Rivista "Soldier & Strategy" (o la versione originale in spagnolo "Soldados y strategia"). Contiene un fantastico ed utilissimo articolo sui colori utilizzati per dipingere i cavalli con tutti i numeri di riferimento dei colori Vallejo. Anche se non sapete le lingue, è un articolo che non deve mancare nella vostra collezione!

giovedì 10 luglio 2008

Finitura ed imbasettamento

Bene, i pezzi sono praticamente finiti. Solo un ultimo tocco per proteggerli dalle battaglie che dovranno attraversare (in realtà per evitare scrostamenti ad opera delle mani di giocatori disattenti, di cadute dal tavolo, di rovesciamento delle scatole che li contengono...). E' dunque opportuno passare una mano di vernice protettiva trasparente che fissi le vernici date. In materia i consigli sul come e sul cosa si sprecano. Dai fissatori spray per belle arti (se proprio dovete, consiglio quelli opachi- mi raccomando OPACHI - per carboncino: quello della Pelikan era eccezionale), alla vernice acrilica per finitura OPACA della Pebeo (generalmente ottima, ma va molto diluita e recentemente mi ha creato qualche problema...). In generale, le vernici di finitura sono indicate come Varnish in inglese , o Varnis, in francese. Ne esistono moltissime in commercio e ognuno vi darà la propria versione su quella preferita, visto che, ognuna, ha i propri difetti e vantaggi. Alcune danno un aspetto lattiginoso biancastro, altri tendono a creparsi con il tempo, altri ancora possono ingiallire. Insomma è un bel problema. Io, personalmente uso quello della Vallejo (come al solito) e non ho ancora trovato grossi problemi.

Data quest'ultima, fondamentale mano, passiamo alla fase finale, conclusiva e forse di maggior soddisfazione, a patto che venga realizzata con cura (pena lo scadimento di tutto il lavoro fin qui fatto!), ovvero l'imbasettamento dei pezzi!
Innanzitutto, il materiale con il quale realizzare le basette. Anche qui, si è provato praticamente di tutto: cartoncino, cartone, legno, metallo, polistirolo, chi più ne ha più ne metta. Oggi si vende già tagliato un materiale plastico veramente eccellente, il forex. In vari colori, di solito nero, non si piega, non si deforma, non si rovina e costa abbastanza poco. Potete anche comprarlo in fogli grandi e tagliarlo nelle misure desiderate con un semplice cutter. Insomma, lo consiglio vivamente. Invece, per questo progetto, io uso il cartoncino. Lo trovi in vendita ovunque, puoi scegliere lo spessore adatto. Per i 20 mm lo uso piuttosto spesso, sperando che i giocatori, per spostare le unità, preferiscano prendere le basette invece di pezzi!

Comunque, poi, scelto il materiale base la tecnica che utilizzo si può usare comunque. Innanzitutto, la scelta dei materiali da utilizzare per rendere più relistico il terreno.
Prima regola: non vi fate fregare dai rivenditori! Nei negozi di modellismo ci sono cose vendute a peso d'oro che si fanno in due minuti a costo zero con un pò di fantasia. Sabbie colorate, ghiaette, cespugli, tutta roba per la quale, soprattutto i ferromodellisti, accendono mutui!
Io uso: sabbia della spiaggia (l'Italia ha 8.000 km di coste: vogliamo sfruttarle?!), ghiaia della lettiera del gatto, scorza di alberi e vegetali naturali raccolti durante le gite in campagna (l'ultima scoperta sono le fibre del tronco di alcune palme: perfette per fare i cespugli). Mi concedo solo il lusso di un pò di quell'erbetta detta "elettrostatica" in vendita nei negozi di modellismo in diverse colorazioni.

Una volta tagliata la base, incollare i soldatini, nel numero prescritto dal regolamento che si intende usare, usando sia la fantasia che le nozioni storiche sul periodo. Ad esempio, nel nostro caso, i battaglioni svedesi avevano un numero di moschettieri doppio di quello dei picchieri. Inoltre, i granatieri non venivano distaccati in unità autonome come avveniva in altri eserciti, bensì venivano schierati sui lati delle compagnie dei moschettieri, all'esterno del battaglione.
Dunque, per dare un'idea, almeno in scala, di quello che poteva apparire un battaglione svedese, le miniature sono state incollate sulle basi come appare nella foto.

In questa unità, ho optato per miniature che avessero quasi tutte lo stesso aspetto, cioè quello di un battaglione ordinato in marcia. Altre volte si può decidere di imbasettare miniature che, pur essendo tutte differenti, rappresentino un'unità che sta, per esempio, sparando o caricando il nemico. Non mettete mai insieme miniature in marcia col fucile in spalla e miniature di esaltati in carica!

Prima di applicare la sabbia, sarà opportuno lasciare libera una piccola parte dove poi scrivere il nome dell'unità, in modo tale da riconoscerla sul tavolo senza doverla toccare.
Io conservo i materiali per le basette in contenitori in plastica con l'apertura piuttosto ampia. Questo mi consente, dopo aver applicato la colla vinilica su tutta la basetta, con l'aiuto di un pennello, di "tuffarci" letteralmente dentro la base, senza sparpagliare la sabbia o la ghiaia sul pavimento.
Una volta applicata la colla, applicare prima gruppetti di sassolini della sabbia del gatto e poi la sabbia vera e propria. Quando il tutto si sarà seccato bene, soffiare via la sabbia in eccesso (fuori dalla finestra!) ed applicare un'altra mano di colla, magari un pò diluita in acqua, sui sassolini, per farli aderire definitivamente alla base.

Quando anche questa mano si sarà secata, passiamo alla verniciatura della sabbia. Qui dobbiamo procedere con varie mani di vernici, con la tecnica del Drybrushing, o "pennellatura a secco", la cui tecnica di base consiste nell'intingere nel colore il pennello (se possibile con setole abbastanza rigide), quindi ripulirlo di gran parte del colore su un fazzoletto di carta o del cartoncino, finché il pennello sia quasi del tutto pulito, cioè quando sulla carta non resta più colore. A questo punto, con il pennello si strofinano i dettagli da evidenziare ed i bordi dei dettagli tenderanno a catturare quel poco di vernice rimasta sul pennello.
Anche in questo caso procederemo per colori sempre più chiari partendo da un color terra e finendo addirittura con qualche colpetto di bianco. In più, consiglio, dopo la prima mano di terra, di effettuare un lavaggio con una Patina Maron (vedi un post precedente). Per il verde, stessa procedura, partendo da un verde scuro per finire con un giallo chiarissimo.
Per finire, incollare un pò di erba elettrostatica a chiazze.

Scrivere il nome dell'unità et voilà il lavoro è concluso davvero, stavolta.

Quanto tempo c'è voluto? Una settimana circa, nel tempo libero, da quando ho aperto la scatola, a quando ho fatto l'ultima foto.

Che ve ne pare?



mercoledì 2 luglio 2008

Bandiera vecchia...

Il tocco finale. Le bandiere. In questo periodo, spesso ogni battaglione portava più di una bandiera. Di solito, una era la bandiera colonnella, ovvero quella di proprietà del comandante dell'unità, e l'altra era la bandiera nazionale o reale. Quindi, mentre la seconda era uguale per tutte le unità, la prima era caratteristica di ciascun reggimento.
Dal punto di vista modellistico, ci sono diversi sistemi per realizzare una bandiera. Il primo è quello di dipingere direttamente la bandiera in plastica fornita nella scatola di miniature. In alcuni casi il motivo da dipingere è già stampato, un pò in rilievo, sulla bandiera stessa, mentre in altri va dipinta interamente. Nel primo caso la pittura è più facile: però se la bandiera è una "colonnella" si rischia di avere tutte le bandiere uguali. Nel caso degli svedesi zvezda la bandiera rapresentata, stampata in rilievo, è proprio la colonnella del regimeto Uppland (che, per fortuna aveva in campagna due battaglioni). La pittura non presenta particolari difficoltà: basta procedere, come al solito, stendendo prima un colore base particolarmente scuro, per poi sovrapporre due o tre tonalità del colore finale sempre più chiare (l'ultima può essere addirittura più chiara del colore reale, per evidenziare luci particolari - o l'usura della stoffa...).
Poi si aggiungono i dettagli, come il puntale e le nappe argentate: anche in questo caso partire dal nero, seguito dal gun metal e infine, dall'argento.

Un secondo sistema consiste nell'applicare bandiere di carta stampata: queste si trovano su internet (ad esempio su Warflag, che fornisce gratuitamente un numero enorme di molti periodi e nazioni) o si possono scannerizzare da testi specializzati (non è questa la sede per spiegare come si fa... se siete qui, probabilmente sapete anche usare uno scanner ed un software di grafica).

Stampate la bandiera a misura, ovvero in scala corretta con quelle reali (attenzione! in alcuni paesi le bandiere erano molto piccole mentre in altri, nello stesso periodo erano enormi: questo a dire che non esistono dimensioni standard), ritagliatele ed incollatele con colla vinilica all'asta, che, nel nostro caso, è un tondino in ottone applicato con il sistema indicato qualche post fa. Non limitatevi ad incollare la bandiera stampata. una volta applicata, dipingetela riprendendo le forme stampate. Assumerà una colorazione mooooolto più realistica!
Mentre la colla è ancora fresca ci sono due cose da fare: la prima è dare alla bandiera una forma mossa dal vento, piegando la bandiera arrotolandola attorno ad un pennello. Siccome la colla vinilica è abbastanza elastica potete dare alla bandiera più piegature , anche arrotolandola in senso contrario in alcune sue parti. Rilasciandola, quando la colla si sarà seccata, la bandiera manterrà la forma che gli si è data.
Il secondo effetto che gli si può dare è quello di una gloriosa vecchia bandiera, strappata dall'uso e dai colpi del nemico. Per far ciò inumidire con un pennello bagnato la parte più lontana dall'asta, per la porzione che si intende strappare. Poi, con un paio di pinzette, strappare piccoli pezzi della bandiera in maniera irregolare. E' anche possibile bucare la bandiera con uno spillo, sempre dopo averla inumidita, per simulare i colpi da arma da fuoco.

venerdì 20 giugno 2008

Questione di dettagli

Bene, il più è fatto!
Adesso dobbiamo rifinire il pezzo. Attenzione non è un di più! E'la fase in cui il soldatino prende la sua completa forma finale. E' qui che si decide se è un bel pezzo o una immonda porcheria. Quindi, prendetevi tutto il tempo che ci vuole, occhi aperti, e pennelli sottili!

Dobbiamo lavorare sul nero del cappello, delle giberne e delle scarpe. Di solito si usa il nero opaco, ma se preferite il soldato appena uscito dalla caserma, pulito e stirato, preferite pure un nero semilucido (mai il lucido, però!). Pennello 0. Si può anche illuminare leggermente con un grigio scuro, ma non in questo caso, dove le superfici sono abbastanza ridotte.
Il cappello ha un gallone: bianco per la trupa, oro per gli ufficiali, giallo per i sottufficiali.
Tutte le scarpe hanno una fibia (mix acciaio e argento). Le giberne dei granatieri sono azzurre con una placca in ottone.

Buffetterie: in questo caso sono beige. Usate il terra scura di fondo e ritoccate con un mix di terra scura e beige, magari con un colpetto di luce finale con il beige puro.

Armi: la parte in legno dei fucili può avere varie sfumature di legno, dal marrone scuro al terra di Siena. A vostro gusto. La parte metallica, comprese le baionette, in Gun metal, o Acciaio metallizato, con colpi di luce con argento puro. Stessa cosa per le spade, con l'elsa in ottone, e per le punte delle picche.
La parte in legno delle picche, in questo periodo, spesso veniva dipinta in colori diversi da ciascun battaglione. Così le potrete fare nere, marroni, rosse, però, mi raccomando , nello stesso battaglione tutte uguali.
Il fodero della spada è nero semilucido con puntale in acciaio+argento.

Il tamburino ha galloni bianchi al petto, alle braccia, ai polsini ed al colletto: qui vi serve almeno un pennello 00. La pelle del tamburo è beige, la cassa ha fiamme marroni e grigie con cerchi in legno chiaro e tiranti bianchi.
L'Ufficiale ha galloni in oro al cappello, ai polsini, al bordo della giacca e delle tasche, oltre alla gorgiera, in ottone o oro.


Raffinatezze: il granatiere è ferito e dalla benda si vede il sangue: è secco, per cui usate del rosso scuro!


E' finita? Certo che no! Cos'è un'unità militare senza la bandiera?
Alla prossima!!!




lunedì 16 giugno 2008

Maledetto giallo!

Come ho già scritto in pasato, il giallo è sempre stato la mia dannazione. Il pigmento giallo ha veramente una scarsissima capacità coprente e, soprattutto se si utilizza una base nera come fondo, questa tenderà sempre ad emergere. I colori Vallejo, da questo punto si vista, sono un pò troppo trasparenti, per i miei gusti.
Ho provato parecchi sistemi e parecchie marche di colori acrilici, ma alla fine, ho adottato questa procedura:
Prima mano. Terra di Siena Naturale Polycolor della Maimeri (161), che è molto coprente e fornisce una buona mano di contrasto di fondo.
Seconda mano. Un bel giallo vivo, forse anche più forte del necessario; in questo caso ho utilizzato un Golden yellow (159) della Coat d'arms.


Terza mano. Le luci alte: un mix 40% di giallo (quello usato per la seconda mano) e 60% di Beige (70917) della Vallejo. Il colore dev'essere molto chiaro. La resa è ottima e la copertura è totale!