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giovedì 21 aprile 2011

Un blog dalla Russia - A blog from Russia

Vi consiglio di dare un'occhiata a questo blog russo che riporta bellissime foto di un renactment sulla GNW (ma non mi chiedete cosa ci sia scritto....).

I suggest to visit this blog from Russia with very nice phots from a renactment (but don't ask to me what it 's written there...)

domenica 10 aprile 2011

Tende e Cannoni - Tents and guns

Ci ritroviamo dopo un lunghissimo silenzio. Il wargame ci ha condotto per altri luoghi ed epoche ma non abbiamo certo dimenticato la Grande Guerra del Nord.

In questo periodo abbiamo continuato a dipingere pezzi e a sperimentare nuovi regolamenti.

Oggi riprendiamo da dove ci eravamo fermati, ovvero dalla scatola dell'artiglieria svedese della Zvezda. Come prevedibile, un bellissimo set che include 3 pezzi di artiglieria leggera, uno di media ed un obice, oltre ad un traino ed ad un cassone con traino. I cavalli per i traini sono, in totale, 6 e viene lasciata la scelta di metterne 4 al cassone e 2 al traino o viceversa. I serventi sono, come neglia altri set, più del necessario, ma possono essere messi da parte per altri utilizzi. Molto bello è l'ufficiale, che ho volontariamente lasciato da parte per realizzare una base comando. Completano il set, 3 barili di polvere e 3 secchi.


After a long silence, here we are again. Wargame has brought us in differents places and ages but we have not forget the Great Northern War.

During this time we have carried on painting soldiers and testing rule sets. So, today we take again from where we stopped, or the swedish artillery set from Zvezda. A very nice set as always from the Russian group, it includes 3 light guns, a medium one and an howitzer, a train and a caisson. The box includes 6 horses for these trains ad allows to you the choice to give 4 horses to the trai or to the caisson.
As in the other artillery sets, there is plenty of gunners, more than a base can host. There is a magnificent officer on foot, that I have set aside to include in a future command base. 3 powder barrels and 3 buckets complete the set.


































Nel corso dell'allestimento di alcuni campi di battaglia ci siamo resi conto della mancanza di elementi utili a costruire degli accampamenti. Così abbiamo rastrellato il magazzino e le scatole inutilizzate ed abbiamo trovato una diecina di tende dell'Atlantic (forse), l'indimenticata casa italiana degli anni '70. Abbiamo aggiunto alcuni barili e cassette provenienti da chissà quale altra scatola e su una base abbiamo messo il carro ed i sacchi della scatola dei Cosacchi della Zvezda (senza il cannoncino). Ecco fatto un accampamento "modulare" su tre basi, (e, tutto sommato sia la tipologia delle tende che la scala, li rende utilizzabili anche per altri periodi e compatibile con i 15 mm).
In alcune foto ho aggiunto l'ufficiale d'artiglieria svedese di cui parlavo sopra, per far vedere la scala.

In the meanwhile we have also prepared three encampment bases that fit for other periods and scales. The tends come (perhaps) from some sets of Atlantic (the Italian manifacturer from seventies) and the cart from the Cossack box of Zvezda. To complete the camp we have add some barrels and wood boxes coming from whoknows where... The figure in the photos is the above foot Swedish artillery officer.

giovedì 13 agosto 2009

I Russi in rosso - Russian in red

Come abbiamo già anticipato in un post precedente, non tutti i reggimenti di fanteria russa avevano uniformi verdi. Alcuni, come il Rgt Kievsky avevano l'uniforme rossa, con i paramani ed i risvolti gialli. Così, anche per variare cromaticamente il campo di battaglia, ho dipinto 2 battaglioni della Zvezda con i colori di questo reggimento.






















Inoltre ho apportato un paio di modifiche: ho sostituito con la picca il moschetto di alcune figure in ginocchio, per ovviare alla ridotta presenza di picchieri nella scatola (solo 3!) ed ho trasformato un fante in portabandiera, per il secondo battaglione.
La bandiera è tratta dal volume della osprey sulle fanterie di Pietro il Grande, lo stesso dal quale sono ricavate le informazioni sulle uniformi.













I prossimi "Russi in rosso" saranno le meravigliose artiglierie Zvezda, attualmente in preparazione...


As we have already noted in a previous post, not every russian infantry rgts wore green uniforms. Someone, like the Kievsky rgt, wore red uniforms with yellow turnbacks facings. So, I have painted 2 btg from Zvezda miniatures with this pattern. Moreover, I have made small changes with some figures, exchanging muskets with pikes in some kneeling figures and trasforming a fusilier in a standard bearer. The flag comes from the Osprey about Peter the Great's Army (1) Infantry so like the informations about uniforms.
Next "Russian in red" coming will be the fantastic artillery from Zvezda, actually in preparation...

domenica 21 settembre 2008

A cavallo!


Rieccoci, come promesso per parlare di cavalli. Se non avete mai dipinto un cavallo vi anticipo che la cosa non è per niente facile. Spesso dei bei modelli sono rovinati da cavalli dipinti male o con colori fantastici (nel senso "di fantasia"!).

Innanzitutto, documentatevi su che tipo di cavalli usava il reparto che state per dipingere. Ina lcuni periodi, i singoli squadroni avevano cavalli tuti con lo stesso mantello, riservando ad ufficiali e musicanti cavalli con altri colori (ad esempio, i trombettieri spesso avevano cavalli bianchi o grigi).
Alcuni reggimenti avevano invece cavalli tutto dello stesso colore: sono famosi i granatieri a cavallo della guardia di napoleone che avevano tutti cavalli neri o il Rgt dragoni scozzesi noto come "Scots grey" perchè avevano tutti i cavalli grigi.

Inoltre cercate di evitare cavalli con pezzature particolari se non siete proprio sicuri che gli allevatori li avessero già "creati"nel periodo che state ricreando (ho visto cavalieri romani con cavalli Appaloosa...).

Quando avete inquadrato la cosa, trovate una buona documentazione fotografica cui attingere per avere colori realistici: ci sono in giro sulle bancarelle buoni libretti a poco prezzo su cavalli e pony. Altrimenti visitate questo sito: http://www.agraria.org/equini.htm
E' estremamente interessante e completo.

Prestate particolare attenzione anche alla colorazione della fronte e delle zampe: le fasce bianche alle zampe (si chiamano "balzane") e le macchie in fronte ("stelle" o "liste", a seconda della grandezza) danno ai soggetti un aspetto particolarmente attraente e riscattano anche colorazioni non proprio eccellenti.

Un consiglio: se non lo avete, rimediate assolutamente il n. 7 della Rivista "Soldier & Strategy" (o la versione originale in spagnolo "Soldados y strategia"). Contiene un fantastico ed utilissimo articolo sui colori utilizzati per dipingere i cavalli con tutti i numeri di riferimento dei colori Vallejo. Anche se non sapete le lingue, è un articolo che non deve mancare nella vostra collezione!

mercoledì 2 luglio 2008

Bandiera vecchia...

Il tocco finale. Le bandiere. In questo periodo, spesso ogni battaglione portava più di una bandiera. Di solito, una era la bandiera colonnella, ovvero quella di proprietà del comandante dell'unità, e l'altra era la bandiera nazionale o reale. Quindi, mentre la seconda era uguale per tutte le unità, la prima era caratteristica di ciascun reggimento.
Dal punto di vista modellistico, ci sono diversi sistemi per realizzare una bandiera. Il primo è quello di dipingere direttamente la bandiera in plastica fornita nella scatola di miniature. In alcuni casi il motivo da dipingere è già stampato, un pò in rilievo, sulla bandiera stessa, mentre in altri va dipinta interamente. Nel primo caso la pittura è più facile: però se la bandiera è una "colonnella" si rischia di avere tutte le bandiere uguali. Nel caso degli svedesi zvezda la bandiera rapresentata, stampata in rilievo, è proprio la colonnella del regimeto Uppland (che, per fortuna aveva in campagna due battaglioni). La pittura non presenta particolari difficoltà: basta procedere, come al solito, stendendo prima un colore base particolarmente scuro, per poi sovrapporre due o tre tonalità del colore finale sempre più chiare (l'ultima può essere addirittura più chiara del colore reale, per evidenziare luci particolari - o l'usura della stoffa...).
Poi si aggiungono i dettagli, come il puntale e le nappe argentate: anche in questo caso partire dal nero, seguito dal gun metal e infine, dall'argento.

Un secondo sistema consiste nell'applicare bandiere di carta stampata: queste si trovano su internet (ad esempio su Warflag, che fornisce gratuitamente un numero enorme di molti periodi e nazioni) o si possono scannerizzare da testi specializzati (non è questa la sede per spiegare come si fa... se siete qui, probabilmente sapete anche usare uno scanner ed un software di grafica).

Stampate la bandiera a misura, ovvero in scala corretta con quelle reali (attenzione! in alcuni paesi le bandiere erano molto piccole mentre in altri, nello stesso periodo erano enormi: questo a dire che non esistono dimensioni standard), ritagliatele ed incollatele con colla vinilica all'asta, che, nel nostro caso, è un tondino in ottone applicato con il sistema indicato qualche post fa. Non limitatevi ad incollare la bandiera stampata. una volta applicata, dipingetela riprendendo le forme stampate. Assumerà una colorazione mooooolto più realistica!
Mentre la colla è ancora fresca ci sono due cose da fare: la prima è dare alla bandiera una forma mossa dal vento, piegando la bandiera arrotolandola attorno ad un pennello. Siccome la colla vinilica è abbastanza elastica potete dare alla bandiera più piegature , anche arrotolandola in senso contrario in alcune sue parti. Rilasciandola, quando la colla si sarà seccata, la bandiera manterrà la forma che gli si è data.
Il secondo effetto che gli si può dare è quello di una gloriosa vecchia bandiera, strappata dall'uso e dai colpi del nemico. Per far ciò inumidire con un pennello bagnato la parte più lontana dall'asta, per la porzione che si intende strappare. Poi, con un paio di pinzette, strappare piccoli pezzi della bandiera in maniera irregolare. E' anche possibile bucare la bandiera con uno spillo, sempre dopo averla inumidita, per simulare i colpi da arma da fuoco.

venerdì 20 giugno 2008

Questione di dettagli

Bene, il più è fatto!
Adesso dobbiamo rifinire il pezzo. Attenzione non è un di più! E'la fase in cui il soldatino prende la sua completa forma finale. E' qui che si decide se è un bel pezzo o una immonda porcheria. Quindi, prendetevi tutto il tempo che ci vuole, occhi aperti, e pennelli sottili!

Dobbiamo lavorare sul nero del cappello, delle giberne e delle scarpe. Di solito si usa il nero opaco, ma se preferite il soldato appena uscito dalla caserma, pulito e stirato, preferite pure un nero semilucido (mai il lucido, però!). Pennello 0. Si può anche illuminare leggermente con un grigio scuro, ma non in questo caso, dove le superfici sono abbastanza ridotte.
Il cappello ha un gallone: bianco per la trupa, oro per gli ufficiali, giallo per i sottufficiali.
Tutte le scarpe hanno una fibia (mix acciaio e argento). Le giberne dei granatieri sono azzurre con una placca in ottone.

Buffetterie: in questo caso sono beige. Usate il terra scura di fondo e ritoccate con un mix di terra scura e beige, magari con un colpetto di luce finale con il beige puro.

Armi: la parte in legno dei fucili può avere varie sfumature di legno, dal marrone scuro al terra di Siena. A vostro gusto. La parte metallica, comprese le baionette, in Gun metal, o Acciaio metallizato, con colpi di luce con argento puro. Stessa cosa per le spade, con l'elsa in ottone, e per le punte delle picche.
La parte in legno delle picche, in questo periodo, spesso veniva dipinta in colori diversi da ciascun battaglione. Così le potrete fare nere, marroni, rosse, però, mi raccomando , nello stesso battaglione tutte uguali.
Il fodero della spada è nero semilucido con puntale in acciaio+argento.

Il tamburino ha galloni bianchi al petto, alle braccia, ai polsini ed al colletto: qui vi serve almeno un pennello 00. La pelle del tamburo è beige, la cassa ha fiamme marroni e grigie con cerchi in legno chiaro e tiranti bianchi.
L'Ufficiale ha galloni in oro al cappello, ai polsini, al bordo della giacca e delle tasche, oltre alla gorgiera, in ottone o oro.


Raffinatezze: il granatiere è ferito e dalla benda si vede il sangue: è secco, per cui usate del rosso scuro!


E' finita? Certo che no! Cos'è un'unità militare senza la bandiera?
Alla prossima!!!




lunedì 16 giugno 2008

Maledetto giallo!

Come ho già scritto in pasato, il giallo è sempre stato la mia dannazione. Il pigmento giallo ha veramente una scarsissima capacità coprente e, soprattutto se si utilizza una base nera come fondo, questa tenderà sempre ad emergere. I colori Vallejo, da questo punto si vista, sono un pò troppo trasparenti, per i miei gusti.
Ho provato parecchi sistemi e parecchie marche di colori acrilici, ma alla fine, ho adottato questa procedura:
Prima mano. Terra di Siena Naturale Polycolor della Maimeri (161), che è molto coprente e fornisce una buona mano di contrasto di fondo.
Seconda mano. Un bel giallo vivo, forse anche più forte del necessario; in questo caso ho utilizzato un Golden yellow (159) della Coat d'arms.


Terza mano. Le luci alte: un mix 40% di giallo (quello usato per la seconda mano) e 60% di Beige (70917) della Vallejo. Il colore dev'essere molto chiaro. La resa è ottima e la copertura è totale!

giovedì 12 giugno 2008

Blu notte o azzurro cielo?

Quando dobbiamo dipingere le uniformi antiche, spesso siamo presi dal dubbio del reale colore che quelle uniformi avevano. Un classico è il blu dei francesi napoleonici. Chi li fa blu notte, chi blu elettrico, chi azzurro cielo. Ma non esiste un modello unico, reale? Pare proprio di no, e più si va indietro con il tempo e peggio è. I migliori manuali di solito parlano di colori generici, come, appunto , "blu", che vuole dire tutto e niente.
Visto che stiamo preperando un battaglione svedese del '700 parliamo dunque del blu e del giallo, colori predominanti nelle uniformi di quel Paese. In realtà credo nessuno sappia esattamente quale era veramente il punto di blu (o di giallo) di quelle uniformi, perchè, essenzialmente, non esisteva un colore "fisso"; poichè le uniformi di ciascun unità venivano confezionate da sartorie locali e spesso pagate direttamente dai comandanti delle unità stesse, veniva usato il panno che si trovava al momento là dove le uniformi venivano cucite.
Nel corso delle campagne, poi, il panno si usurava, si macchiava, si stingeva e quindi assumeva colori diversi per ciascuna unità a seconda del suo curriculum.
E questo, direbbe il saggio, per noi è un bene o un male? Ambedue, risponderei. E' un male perchè non potremo mai replicare esattamente il colore delle uniformi, è un bene perchè potremo sbagliare la tonalità senza che nessuno ce lo possa mai contestare (però non dipingete gli svedesi in rosso!).


Allora, sulla base delle tavole uniformologiche e delle foto di renactors che si trovano in rete o su uniformi che si trovano nei musei, cominciamo a dipingere la giacca blu delle fanterie svedesi.
Il sistema è quello di stendere prima il colore più scuro e poi, a sovrapporre, strati di colore sempre più chiaro sulle parti in rilievo. Qualche volta, l'ultima mano può essere anche molto più chiara del colore reale e serve a far risaltare i punti molto in luce o molto usurati dell'uniforme, come i gomiti o le ginocchia.
In alcuni casi si può, dopo la prima mano, effettuare un "lavaggio" con un inchiostro più scuro (nero o marrone, a seconda del colore di fondo) per scurire le zone più depresse.

Prima mano: Blu di Prussia (965).











Seconda mano: lavaggio con Patina nera(70855)
















Terza mano: Blu intenso (925) da applicare solo sulle pieghe in rilievo
















Quarta mano: miscela di blu intenso (75%) e azzurro profondo (844) (25%) da applicare solo sui punti molto in luce (spalle, apici delle pieghe)






FATTO!








Sotto la giacca, in precedenza, era stato dipinto il giustacuore in pelle di renna: colore di base Terra oscura (70874), lavaggio con patina marrone, luci con mix di terra oscura e marrone chiaro (929).