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domenica 26 ottobre 2008

Bianco, rosso e...

Bene, ormai avete capito come funziona. Quindi non metterò tutte le foto dei vari passaggi ma inserirò solo il risultato finale e l'elenco dei passaggi delle diverse sfumeture.
Quindi, cominciamo con i cavalli

Bianchi

Colore base: Grigio chiaro (990)
1° sfumatura: Grigio chiaro (75%) + Bianco (25%)
2° sfumatura:Grigio chiaro (25%) + Bianco (75%)
Alte luci: bianco puro


Grigi (tipici dei trombettieri)

Colore base: Grigio neutro(992)
1° sfumatura: Grigio chiaro (25%) + Grigio neutro (75%)
2° sfumatura:Grigio chiaro (75%) + Grigio neutro (25%)
Alte luci: Grigio chiaro

Il grigio può essere anche più scuro:
Colore base: Grigio scuro (994)
1° sfumatura: Grigio scuro(75%) + Grigio neutro (25%)
2° sfumatura:Grigio scuro (25%) + Grigio neutro (75%)
Alte luci: Grigio neutro


Sauri (marrone rossiccio):

Colore base: Cuoio scuro + Nero
1° sfumatura: Cuoio scuro (75%) + Marrone rossiccio (25%)
2° sfumatura: Cuoio scuro (25%) + Marrone rossiccio (75%)
Alte luci: marrone rossiccio (50%) + marrone arancio (981) (50%)


Neri

Colore base: Nero
1° sfumatura: Nero (75%) + Rosso scurissimo (985) (25%)
2° sfumatura: Nero (50 %) + Rosso scurissimo (50%)
Alte luci: Rosso scurissimo

lunedì 6 ottobre 2008

Sauro, Isabella & C.

Eccoci ai cavalli di un colore che, generalmente, possiamo definire marrone chiaro, includendo i mantelli che gli allevatori definiscono come Sauro, Isabella, Palomino, etc.

Ai nostri fini possiamo tenerci più sul generico: questo mantello consente una grande variabilità sia nel colore della criniera che negli accoppiamenti con le balzane, nere o bianche. Di fatto uno squadrone di cavalli con questo colore avrà un aspetto uniforme ma non troppo...

1° mano: Beige brown (875)












2° mano: Beige brown (60%)+ Orange brown (981) (30%) + Flat flesh (955) (10%)








3° mano: Beige brown (30%) + Orange brown (50%) + Flat flesh (20%)












4° mano: flat flesh






La criniera può essere Nera, marrone scuro (Chocolate brown (872), drybrushed con Beige brown) o Dorata (Beige brown, drybrushed con Desert Yellow(977))

Le balzane possono essere bianche o nere, tutte uguali o spaiate.
Di seguito l'aspetto finale di alcuni cavalli con manto marrone chiaro ma con criniere e balzane diverse.



domenica 28 settembre 2008

Il Baio scuro

Cominciamo ad illustrare come dipingere i cavalli di colore marrone scuro. Alcune informazioni sono comuni a quelle per dipingere anche dettagli di cavalli di altri colori, come le balzane e la criniera.

Per i codici colore indicherò quelli della Vallejo.

Il primo colore dev'essere piuttosto scuro, a coprire interamente il cavallo: Chocolate brown (872) +Nero al 50%.


La seconda mano, porterà in luce le zone più elevate: Chocolate brown (75%)+ beige Brown (875) al 25%.



La terza mano, sovrapposta alle chiazze più ampie della seconda: Chocolate brown (25%)+ beige Brown (875) al 75%.


La quarta mano, definitiva, illumina i punti più in luce del cavallo con il Beige Brown puro.



Le balzane possono essere biance o nere, alte o basse, a tutte e quattro le zampe o solo ad alcune: per quelle bianche, così come per le macchie sulla fronte, applicare prima un grigio chiaro (990) e poi bianco puro (951). Per quelle nere, applicare prima il nero, poi un grigio scuro.

Le criniere possono essere nere o marrone scuro: per le prime agire come per le balzane. Per le seconde, mano di fondo: Chocolate brown (25%)+ beige Brown (875) al 75%. Schiarire con drybrushing con beige brown.
Il muso può essere bianco, nero o roseo. Per il bianco o nero, vedi sopra. Per il roseo, una mano di fondo con Old rose (944) + Orange brown (981) al 50%. Seconda mano con Old rose + Flat flesh (955) al 50%.

Per finire, narici in nero e occhi con fondo bianco e pupilla nero semilucido.

Le briglie : Leather, "illuminato" con red leather. Finiture in Bronzo.

Se decidete di fare ogni squadrone con cavalli dello stesso colore, vi suggerisco di fare comunque le criniere e le macchie di colori diversi. Ciò manterrà l'uniformità dello squadrone ma ovvierà alla ripetitività della colorazione e renderà il gruppo più piacevole alla vista.

domenica 21 settembre 2008

A cavallo!


Rieccoci, come promesso per parlare di cavalli. Se non avete mai dipinto un cavallo vi anticipo che la cosa non è per niente facile. Spesso dei bei modelli sono rovinati da cavalli dipinti male o con colori fantastici (nel senso "di fantasia"!).

Innanzitutto, documentatevi su che tipo di cavalli usava il reparto che state per dipingere. Ina lcuni periodi, i singoli squadroni avevano cavalli tuti con lo stesso mantello, riservando ad ufficiali e musicanti cavalli con altri colori (ad esempio, i trombettieri spesso avevano cavalli bianchi o grigi).
Alcuni reggimenti avevano invece cavalli tutto dello stesso colore: sono famosi i granatieri a cavallo della guardia di napoleone che avevano tutti cavalli neri o il Rgt dragoni scozzesi noto come "Scots grey" perchè avevano tutti i cavalli grigi.

Inoltre cercate di evitare cavalli con pezzature particolari se non siete proprio sicuri che gli allevatori li avessero già "creati"nel periodo che state ricreando (ho visto cavalieri romani con cavalli Appaloosa...).

Quando avete inquadrato la cosa, trovate una buona documentazione fotografica cui attingere per avere colori realistici: ci sono in giro sulle bancarelle buoni libretti a poco prezzo su cavalli e pony. Altrimenti visitate questo sito: http://www.agraria.org/equini.htm
E' estremamente interessante e completo.

Prestate particolare attenzione anche alla colorazione della fronte e delle zampe: le fasce bianche alle zampe (si chiamano "balzane") e le macchie in fronte ("stelle" o "liste", a seconda della grandezza) danno ai soggetti un aspetto particolarmente attraente e riscattano anche colorazioni non proprio eccellenti.

Un consiglio: se non lo avete, rimediate assolutamente il n. 7 della Rivista "Soldier & Strategy" (o la versione originale in spagnolo "Soldados y strategia"). Contiene un fantastico ed utilissimo articolo sui colori utilizzati per dipingere i cavalli con tutti i numeri di riferimento dei colori Vallejo. Anche se non sapete le lingue, è un articolo che non deve mancare nella vostra collezione!

mercoledì 2 luglio 2008

Bandiera vecchia...

Il tocco finale. Le bandiere. In questo periodo, spesso ogni battaglione portava più di una bandiera. Di solito, una era la bandiera colonnella, ovvero quella di proprietà del comandante dell'unità, e l'altra era la bandiera nazionale o reale. Quindi, mentre la seconda era uguale per tutte le unità, la prima era caratteristica di ciascun reggimento.
Dal punto di vista modellistico, ci sono diversi sistemi per realizzare una bandiera. Il primo è quello di dipingere direttamente la bandiera in plastica fornita nella scatola di miniature. In alcuni casi il motivo da dipingere è già stampato, un pò in rilievo, sulla bandiera stessa, mentre in altri va dipinta interamente. Nel primo caso la pittura è più facile: però se la bandiera è una "colonnella" si rischia di avere tutte le bandiere uguali. Nel caso degli svedesi zvezda la bandiera rapresentata, stampata in rilievo, è proprio la colonnella del regimeto Uppland (che, per fortuna aveva in campagna due battaglioni). La pittura non presenta particolari difficoltà: basta procedere, come al solito, stendendo prima un colore base particolarmente scuro, per poi sovrapporre due o tre tonalità del colore finale sempre più chiare (l'ultima può essere addirittura più chiara del colore reale, per evidenziare luci particolari - o l'usura della stoffa...).
Poi si aggiungono i dettagli, come il puntale e le nappe argentate: anche in questo caso partire dal nero, seguito dal gun metal e infine, dall'argento.

Un secondo sistema consiste nell'applicare bandiere di carta stampata: queste si trovano su internet (ad esempio su Warflag, che fornisce gratuitamente un numero enorme di molti periodi e nazioni) o si possono scannerizzare da testi specializzati (non è questa la sede per spiegare come si fa... se siete qui, probabilmente sapete anche usare uno scanner ed un software di grafica).

Stampate la bandiera a misura, ovvero in scala corretta con quelle reali (attenzione! in alcuni paesi le bandiere erano molto piccole mentre in altri, nello stesso periodo erano enormi: questo a dire che non esistono dimensioni standard), ritagliatele ed incollatele con colla vinilica all'asta, che, nel nostro caso, è un tondino in ottone applicato con il sistema indicato qualche post fa. Non limitatevi ad incollare la bandiera stampata. una volta applicata, dipingetela riprendendo le forme stampate. Assumerà una colorazione mooooolto più realistica!
Mentre la colla è ancora fresca ci sono due cose da fare: la prima è dare alla bandiera una forma mossa dal vento, piegando la bandiera arrotolandola attorno ad un pennello. Siccome la colla vinilica è abbastanza elastica potete dare alla bandiera più piegature , anche arrotolandola in senso contrario in alcune sue parti. Rilasciandola, quando la colla si sarà seccata, la bandiera manterrà la forma che gli si è data.
Il secondo effetto che gli si può dare è quello di una gloriosa vecchia bandiera, strappata dall'uso e dai colpi del nemico. Per far ciò inumidire con un pennello bagnato la parte più lontana dall'asta, per la porzione che si intende strappare. Poi, con un paio di pinzette, strappare piccoli pezzi della bandiera in maniera irregolare. E' anche possibile bucare la bandiera con uno spillo, sempre dopo averla inumidita, per simulare i colpi da arma da fuoco.

venerdì 20 giugno 2008

Questione di dettagli

Bene, il più è fatto!
Adesso dobbiamo rifinire il pezzo. Attenzione non è un di più! E'la fase in cui il soldatino prende la sua completa forma finale. E' qui che si decide se è un bel pezzo o una immonda porcheria. Quindi, prendetevi tutto il tempo che ci vuole, occhi aperti, e pennelli sottili!

Dobbiamo lavorare sul nero del cappello, delle giberne e delle scarpe. Di solito si usa il nero opaco, ma se preferite il soldato appena uscito dalla caserma, pulito e stirato, preferite pure un nero semilucido (mai il lucido, però!). Pennello 0. Si può anche illuminare leggermente con un grigio scuro, ma non in questo caso, dove le superfici sono abbastanza ridotte.
Il cappello ha un gallone: bianco per la trupa, oro per gli ufficiali, giallo per i sottufficiali.
Tutte le scarpe hanno una fibia (mix acciaio e argento). Le giberne dei granatieri sono azzurre con una placca in ottone.

Buffetterie: in questo caso sono beige. Usate il terra scura di fondo e ritoccate con un mix di terra scura e beige, magari con un colpetto di luce finale con il beige puro.

Armi: la parte in legno dei fucili può avere varie sfumature di legno, dal marrone scuro al terra di Siena. A vostro gusto. La parte metallica, comprese le baionette, in Gun metal, o Acciaio metallizato, con colpi di luce con argento puro. Stessa cosa per le spade, con l'elsa in ottone, e per le punte delle picche.
La parte in legno delle picche, in questo periodo, spesso veniva dipinta in colori diversi da ciascun battaglione. Così le potrete fare nere, marroni, rosse, però, mi raccomando , nello stesso battaglione tutte uguali.
Il fodero della spada è nero semilucido con puntale in acciaio+argento.

Il tamburino ha galloni bianchi al petto, alle braccia, ai polsini ed al colletto: qui vi serve almeno un pennello 00. La pelle del tamburo è beige, la cassa ha fiamme marroni e grigie con cerchi in legno chiaro e tiranti bianchi.
L'Ufficiale ha galloni in oro al cappello, ai polsini, al bordo della giacca e delle tasche, oltre alla gorgiera, in ottone o oro.


Raffinatezze: il granatiere è ferito e dalla benda si vede il sangue: è secco, per cui usate del rosso scuro!


E' finita? Certo che no! Cos'è un'unità militare senza la bandiera?
Alla prossima!!!




lunedì 16 giugno 2008

Maledetto giallo!

Come ho già scritto in pasato, il giallo è sempre stato la mia dannazione. Il pigmento giallo ha veramente una scarsissima capacità coprente e, soprattutto se si utilizza una base nera come fondo, questa tenderà sempre ad emergere. I colori Vallejo, da questo punto si vista, sono un pò troppo trasparenti, per i miei gusti.
Ho provato parecchi sistemi e parecchie marche di colori acrilici, ma alla fine, ho adottato questa procedura:
Prima mano. Terra di Siena Naturale Polycolor della Maimeri (161), che è molto coprente e fornisce una buona mano di contrasto di fondo.
Seconda mano. Un bel giallo vivo, forse anche più forte del necessario; in questo caso ho utilizzato un Golden yellow (159) della Coat d'arms.


Terza mano. Le luci alte: un mix 40% di giallo (quello usato per la seconda mano) e 60% di Beige (70917) della Vallejo. Il colore dev'essere molto chiaro. La resa è ottima e la copertura è totale!

mercoledì 11 giugno 2008

Cominciamo a dipingere

Bene, allora, i pezzi sono pronti, lavati e con la mano di fondo, i colori e i pennelli sono pronti, via è ora di iniziare a dipingere le miniature, finalmente.

Ancora una piccola premessa: se pensate che dipingere un soldatino significhi colorarlo come si faceva con i disegni dell'asilo, riempiendo gli spazi con un colore uniforme corrispondente in linea di massima a quello reale, accontendandosi della macchia di colore che ne deriva, beh, allora, quello che sto per scrivere non vi interessa. Dipingere un soldatino significa ricreare anche le sfumature del volto, il panneggio degli abiti il luccichio delle armi. Per ognuno di questi aspetti esiste una tecnica, a volte complessa, a volte semplice ma efficace, che nel loro complesso fanno sì che il soldatino non sia solo un pupazzetto colorato, ma una piccola opera d'arte, che tende a ricreare la realtà. In queste righe riporteremo la nostra esperienza di pittura, anche di lunghi anni di sperimentazione. La pittura dei soldatini, così come quella su tela o di acquarelli richiede pazienza, sperimentazione, passione e tempo. Come si dice: nessuno nasce "imparato"!
Vedrete che con l'esperienza riuscirete a realizzare qualcosa di cui essere veramente soddisfatti. Sennò, trovate qualcuno che ve li dipinge!

La foto a destra ritrae alla perfezione quello che intendo dire: dipingere così male dei pezzi Zvezda è veramente impresa difficile, ma qualcuno ci riesce ed è anche così orgoglioso da mettere la foto on line.

(Scusate, ma sulla pittura dei soldatini sono spesso piuttosto intollerante!)

Cosa si dipinge per primo: bisogna iniziare a "vestire" il soldatino, iniziando dalla pelle, passando alla camicia , ai pantaloni, alla giacca, ai pantaloni, alle ghette, alle scarpe e al cappello. Infine si faranno le buffetterie, i bottoni, le spalline, le medaglie, le armi e le bandiere.

Per facilitare il discorso, a fianco del colore inserirò il numero di codice del corrispondete flacone Vallejo (io uso quelli). Non dovreste comunque avere grossi problemi a riconoscere il colore anche in altre marche.

Quindi, iniziamo con la pelle e, in particolare con il viso. La prima mano dev'essere con un color carne: alcuni preferisono il carne opaca (70955) ma io, dopo lunga riflessione, sono recentemente passato al carne medio (70860). E' un pò meno pallido e copre meglio la base nera.

Quando la pittura è asciutta, effettuate un lavaggio con patina marrone (854), allungata con poca acqua. Inizialmente la mano sembrerà troppo pesante ma lasciate asciugare e questo è il risultato.

Siccome sembra un pò troppo abbronzato (!!!) è il caso di schiarire un pò, con una miscela dei due colori carne di cui sopra (50% e 50%), le parti del viso che ricevono più luce e cioè naso, mento, guance e , dove esposta, la fronte. facciamo attenzione a lasciare più scure le seguenti parti: attaccatura dei capelli, orbite, sotto il naso e sotto il labbro inferiore, lati del naso, sotto il mento.

Vivacizzare le gote aggiungendo a questa mistura pochissimo scarlatto (817), con il quale dipingeremo anche il labbro inferiore (solo quello, sennò sembrerà che il soldatino abbia messo il rossetto!).

Poi, con carne opaca pura, schiarire ancora il naso e la punta del mento. Questo è il risultato:

Per questa scala potremmo essere soddisfatti. Poi nella massa dei pezzi nessuno andrà a notare piccoli particolari, e l'effetto è notevole.
Tuttavia se volete ancora migliorare i pezzi, potreste aggiugere gli occhi come nell'ultima foto, o la barba incolta, aggiungendo un velo di nero sul mento. A voi la scelta!
Ah, dimenticavo: i capelli! Non fate tutti i soldatini di un battaglione con lo stesso colore di capelli, ma sbizzarritevi con nero, marrone in varie tinte e biondo (non giallo polenta, vi prego!).
Per le mani o gli arti nudi fate gli stessi passaggi per il viso, fermandovi anche al terzo stadio (ovvero: carne medio, lavaggio con patina marrone e mistura carne medio - carne opaca).



martedì 10 giugno 2008

Quali vernici, quali pennelli?

Prima di iniziare le fasi della pittura, per i meno esperti, una brevissima ricognizione su quale tipo di vernice utilizzare. Dopo millenni di pittura di soldatini, ed innumerevoli prove con quasi tutti i tipi di vernice (mi manca solo la pittura ad olio, ma per i principianti e per questa scala, possiamo escluderli tranquillamente....), vi "offro" due soli tipi e marche: smalti Humbrol o acrilici Vallejo.

I primi, una volta molto diffusi ed utilizzati, sono un pò passati di moda. Hanno un'ottima copertura, il che vuol dire che, generalmente basta una sola mano (sempre a parte il giallo!) e buona tenuta. Gli svantaggi però, a mio parere, sono molteplici. Alcuni colori chiari, come il bianco, tendono ad ingiallire con il tempo, la miscela tra i diversi colori è più complicata, alcune operazioni come il lavaggio o il brushing sono più difficoltose, il diluente che viene usato anche per lavare i pennelli li "mangia" letteralmente (i pennelli non durano niente), i barattolini si seccano in maniera deprimente. Alcuni colori metallici restano comunque insuperabili.

Al contrario i colori acrilici si diluiscono in acqua, le miscele sono facilmente "controllabili", i pennelli durano a lungo e i flaconcini non si seccano mai! Inoltre la gamma di colori è praticamente infinita e include anche alcuni colori fatti appositamente per i "lavaggi" (sull'etichetta sono indicati come patina in spagnolo o glaze in inglese, in italiano spesso sono noti come inchiostri). Infine, i pennelli si lavano in acqua e durano moooolto di più.

Per alcune tinte, usate più frequentemente, come il bianco, il nero, o il marrone, consiglio anche i barattoloni della Maimeri, molto economici (tra l'altro il giallo ocra è un'ottima base, molto coprente, per le successive applicazione di gialli più chiari).

Quali colori acquistare, per iniziare. Dipende molto dall'esercito che volete fare: comunque, in linea di massima direi che non vi possono mancare bianco, nero, blu intenso, marrone, ocra, giallo, rosso vermiglio, giallo limone, verde medio, color carne medio, più una patina marrone, per sfumare viso e mani. Tutti gli altri colori (anche alcuni di questi, in realtà) possono essere ottenuti dalla miscela dei tre colori base (ovvero Cyan, magenta e giallo) ma troverete mooooolto più pratico disporre direttament del colore già fatto. Siccome gli acrilici, come ho già spiegato, seccano molto difficilmente, con il passare del tempo, acquistando anche pochi flaconi alla volta, vi troverete in possesso di una grande gamma di tinte. Per la pittura dei cavalli sarà necessario disporre di altri colori dei quali parleremo a tempo debito.

Pennelli: come dimensioni consiglio di avere pennelli 2, 1, 0, 00, e 000, in ordine decrescente di dimensioni. Può far comodo anche un pennello più grande (ma più economico) per dipingere superfici più ampie, come le basette, o per dare le mani di fondo o il protettivo finale. Comprate i pennelli nei negozi di belle arti: li pagate un pò di più ma vale la pena, perchè durano molto di più. Claudio garantisce che la serie 7 della Windsor & Newton funziona benissimo e dura in eterno (io personalmente ne uso una scatola per gli acquarelli da oltre 10 anni e i pennelli non hanno ancora perso un solo pelo!)